Prefazione

Le opere di Wilhelm Reich hanno ispirato e hanno avuto risonanza su molte delle idee dei movimenti giovanili degli anni ‘60 e’70, giungendo in seguito a una relativa perdita di tale popolarità. Oggi ci troviamo di fronte a un rinnovato interesse sia per la psicoterapia reichiana e corporea – che acquista una posizione sempre più autorevole nel mondo delle psicoterapie – sia per lo stesso Reich.
Emergenti temi sociali quali la riduzione dei diritti dei cittadini nei paesi sviluppati, l’austerità e la crisi economica, i nuovi successi dell’estrema destra, il prevalere di un clima irrazionale dei mercati, le guerre volute da intenti economici, la distruzione del pianeta, la diffusione epidemica di strutture caratteriali e modi di vivere che producono violenza o sottomissione estrema, sono alcuni dei fenomeni che risuonano nei temi che Reich ha brillantemente messo in rilievo; per tale motivo le domande cui Reich cerca di rispondere, attraverso la propria opera e la propria vita, acquistano oggi un’attualità a volte allarmante.
Questo saggio compie una limpida e profonda esplorazione dell’opera e della vita di Reich, rivelandone, tra l’altro, l’attualità del pensiero.

Si tratta della presentazione di un percorso biografico e storico al cui interno l’autrice colloca un’esplorazione del nucleo concettuale delle opere principali.
Il saggio, inoltre, pone indirettamente la questione della relazione della psicoterapia con la politica e con l’ideologia, un tema complesso al quale si sono date storicamente varie risposte.
Già nelle tematiche freudiane era stato evidenziato come la sede e l’origine della personalità potessero essere rintracciate all’interno di un’istituzione sociale quale la famiglia. Nelle opere freudiane del primo periodo, Psicologia delle masse e analisi del Io (1921) e Totem e tabù (1913), si trovano diversi tentativi di spiegare fenomeni come il comportamento collettivo e la formazione della coscienza di massa.
È soprattutto nell’opera e nel pensiero di Reich che le relazioni tra la sfera intima e la vita sociale, tra la psicologia e la politica, diventano centrali. Per Reich, vissuto durante il tumultuoso periodo tra le due guerre, il ruolo politico della psicoanalisi è un fatto, quasi che solo tale scienza possa dare spiegazioni sufficienti sul perché dell’infelicità umana così diffusa, e possa individuare una via per il suo superamento.

La psicoanalisi per il giovane Reich è uno straordinario strumento di analisi del comportamento umano: essa può dare risposte alla questione centrale ed eterna del perché l’uomo si sottometta alle condizioni sociali che lo distruggono, lo sfruttano, lo riducono in schiavitù, lo impoveriscono, conducendolo fino all’assurdità del volerle assecondare, del desiderarle e, al contempo, di perpetuare le medesime condizioni di sofferenza.
Come è possibile che l’uomo venga infine disconnesso dalla propria natura e da sé stesso? Perché l’essere umano si sottomette a pratiche autodistruttive dettate da ogni forma di potere? Come è possibile che l’essere umano possa incarnare, condividere e praticare le forme di potere subite?
Sono domande diventate più largamente note anche grazie all’opera di intellettuali freudo-marxisti come Herbert Marcuse ed Erich Fromm, che hanno similmente tentato di combinare la psicoanalisi con una critica radicale del capitalismo.
Le problematiche che Reich pone diventano imperative dall’avvento del fascismo in Europa, tra le due guerre, proprio mentre gli eventi che accadono sembrano incomprensibili anche per molti storici e politici dell’epoca. Questo valeva anche, e soprattutto, per la sinistra comunista, alla quale Reich aderiva. Il tutto mentre il determinismo rivoluzionario della sinistra, che credeva nell’inevitabilità della rivoluzione, veniva smentito dai fatti: l’impoverimento di larghi strati sociali e la crisi economica della Germania di quei tempi, invece di provocare la rivolta della classe lavorativa come suggeriva una unidimensionale interpretazione di Karl Marx, provocava la salita di Adolf Hitler al potere.
Reich, in un’analisi particolarmente penetrante in Psicologia di massa del fascismo, vede nella base del comportamento umano una struttura che chiama carattere.
Per Reich, il carattere contiene la somma delle tracce che le esperienze avverse hanno lasciato sulla psiche e sul corpo del bambino lungo la sua evoluzione.
Qui si compie il salto qualitativo complesso della struttura del pensiero di Reich: egli per un verso osserva la formazione della struttura caratteriale corporea individuale, segnata da eventi di vita più o meno drammatici o gioiosi; per un altro verso, invece, apre lo sguardo al sociale e alla caratteristica comune che le singole strutture caratteriali assorbono dalla società; quello che Reich deduce è che mentre frustrazioni biografiche e costrizioni sociali agiscono, il corpo elabora una forma di inibizione dell’energia vitale, quasi come se per evitare il dolore e la delusione, l’individuo si vietasse di desiderare e di provare gioia. È in questo modo di vivere che il disturbo personale, soggettivo, dà vita al disturbo sociale, mentre quest’ultimo viene supportato e voluto proprio perché in risonanza con quello stesso disagio personale […]

Marilena Komi

- 1 -

ISBN 978-88-944492-4-2

Antonella Messina Lekton Edizioni

Fronte
Retro
Sfoglia
Guarda a 360°

Nulla da temere, tutto da desiderare

Siamo nella società liquido-rarefatta: ci sono più comunicazioni e meno relazioni, più informazioni e meno sapere, più emozioni e meno sentimenti

Acquista

Spedizione Gratuita

In collaborazione con

Tempi di consegna: 5 giorni lavorativi

Vai alle Spedizioni

Pagamenti Sicuri

In collaborazione con:

metodi pagamento

Vai ai Pagamenti

metodi pagamento

Descrizione

Saggio dedicato alla figura di Wilhelm Reich, al suo pensiero e alle vicissitudini storiche che fanno da sfondo all’elaborazione della teoria psicoanalitica reichiana.
Attraverso l’analisi dei regimi totalitari e della psicologia della massa, Reich descrive, a partire dai blocchi corporei e dalle loro conseguenze psichiche, la peste emozionale che affligge la società di ieri come quella odierna.
Ne segue un fare psicoterapico ed educativo, che possa rendere il piccolo uomo di nuovo capace di dare un impulso autodiretto e poietico al suo fare sociale e politico.
L’attualità, a tratti disarmante, del pensiero reichiano getta una luce vivida sull’individuo contemporaneo, costretto alla rarefazione e alla deprivazione, abitato da inquietudini all’apparenza ancestrali.

Informazioni aggiuntive

Prefazione

Marilena Komi

Postfazione

Genovino Ferri

Pagine

198

Data di pubblicazione

28 gennaio 2021

Formato

Cartaceo

ISBN

978-88-944492-4-2

Nome Collana

Sképsis

Autore Antonella Messina
Sottotitolo Prospettive reichiane sul mondo contemporaneo
Introduzione Marilena Komi
Pagine 198
Pubblicazione 28 gennaio 2021
ISBN 978-88-944492-4-2
Collana Saggistica, Sképsis

Informazioni su Antonella Messina

Vive e lavora a Catania. Compiuti gli studi di Filosofia, si è dedicata agli studi di Psicologia e di Psicoterapia, specializzandosi come psicoterapeuta e analista presso la Società Italiana di Analisi Reichiana (S.I.A.R.). Da anni collabora con ONG, associazioni, enti del terzo settore e istituti scolastici, portando avanti attività di formazione sui temi dell’ educazione alla Pace e dei processi interculturali. Svolge il lavoro clinico nel campo dell’etnopsicoterapia facendo riferimento al pensiero post-reichiano e alla vegetoterapia. Consulente presso la sede di Catania del Servizio Consulenza Giovani Wilhelm Reich, cura i colloqui clinici e le ricerche sul tema della sofferenza urbana.

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Nulla da temere, tutto da desiderare”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Blog

Non hai ancora scelto il tuo eBook?