Prefazione

Il titolo di questo volume, Capire Fukushima indica già di per sé l’intento che la sua lettura si prefigge di ottenere. Comprendere come si è arrivati all’incidente della centrale giapponese impone innanzitutto uno studio a monte che deve includere i principi della fissione nucleare e, come ulteriore approfondimento culturale, la storia che ha portato gli scienziati a comprendere il funzionamento del nucleo atomico e delle radiazioni.
Afferrare, anche in misura superficiale e semplificata, come mai un nucleo possa fissionarsi, il modo in cui si divide e gli effetti che tale fissione produce aiuta a seguire, con più competenza e meno partigianeria, non solo la storia di Fukushima Daiichi, ma anche il dramma che la popolazione colpita dall’incidente ha subito e continua ancora oggi a subire.
Le conseguenze dell’incidente non sono solo materiali, ma anche morali, psicologiche; soprattutto le ultime due avranno sempre più peso via via che il tempo cancellerà le impronte lasciate dal terribile Grande terremoto del Giappone orientale e dello tsunami dell’11 marzo 2011. Le crepe psichiche e mentali si ripercuoteranno nella vita quotidiana per generazioni a venire, anche quando Fukushima sarà per molti solo storia.
Per questo ho diviso il libro in due parti: una prima parte tratta della teoria nucleare, il percorso storico che ha portato alla scoperta dei vari costituenti del nucleo e delle radiazioni, come avviene una fissione, la natura delle radiazioni e i loro effetti biologici sul corpo umano, sino a descrivere il funzionamento di un reattore nucleare.
La seconda parte entra nel vivo delle vicende che hanno segnato l’incidente: le concitate fasi in cui gli impianti di raffreddamento dei reattori si sono bloccati, i tentativi, purtroppo infruttuosi, degli operatori per evitare la fusione del nocciolo. I successivi capitoli sono il risultato di visite e indagini sul campo, condotte anche personalmente, che individuano i principali punti di contrasto tra i cittadini non solo con le autorità, colpevoli di aver nascosto i rischi effettivi dell’emergenza, ma anche con quelle associazioni che, senza alcuna evidenza scientifica, da una parte ingigantivano i problemi e i rischi radiologici (e non solo) mettendo a rischio le attività di intere famiglie in campo agricolo e ittico e dall’altra, invece, mitigavano le conseguenze dell’incidente affermando che, dopotutto, si era trattato di una fatalità la quale, lungi dall’aver creato quella catastrofe paventata dai media e dalla stessa popolazione, aveva invece mostrato la sicurezza dei sistemi di prevenzione e delle centrali nucleari.
La verità, oltre a non stare nel mezzo, non esiste.
Fukushima ha mostrato tutta la limitatezza dell’uomo: l’incapacità di fronteggiare eventi eccezionali (che sono forse eccezionali in termini generazionali, ma non certo se considerati nell’arco di tempi geologici), di analizzare con obiettività scientifica qualunque tipo di situazione, la manipolazione, intenzionale o meno, dei drammi collettivi e personali per promuovere idee preconcette.
In questo campo, in particolare nel settore della comunicazione umana, Fukushima, come Chernobyl, come Bhopal, come migliaia di altri disastri non annunciati, ma prevedibili, non hanno insegnato nulla, se non sollevare problematiche tecniche e scientifiche prima forse troppo trascurate o addirittura ignorate.
Questa è l’eredità che dobbiamo essere in grado di cogliere per garantire alle generazioni future un mondo più vivibile e meglio gestito.

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ISBN 978-88-944492-5-9

Piergiorgio Pescali Lekton Edizioni

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Capire Fukushima

Se Chernobyl è stata una sciagura nucleare, Fukushima continua a essere un cataclisma sociale

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Descrizione

Comprendere come si è arrivati all’incidente della centrale giapponese impone, innanzitutto, uno studio a monte che deve includere i principi della fissione nucleare e, come ulteriore approfondimento culturale, la storia che ha portato gli scienziati a comprendere il funzionamento del nucleo atomico e delle radiazioni.
Afferrare come mai un nucleo possa fissionarsi, il modo in cui si divide e gli effetti che tale fissione produce aiuta a seguire, con più competenza e meno partigianeria, non solo la storia di Fukushima Daiichi, ma anche il dramma che la popolazione colpita dall’incidente ha subìto e continua ancora oggi a subire.
Le conseguenze dell’incidente non sono solo materiali, ma anche morali, psicologiche; soprattutto le utlime due avranno sempre più peso, via via che il tempo cancellerà le impronte lasciate dal terribile Grande terremoto del Giappone orientale e dello tsunami dell’11 marzo 2011.

Informazioni aggiuntive

Data di pubblicazione

14 giugno 2021

ISBN

978-88-944492-5-9

Formato

Cartaceo

Nome Collana

Sképsis

Pagine

344

Autore Piergiorgio Pescali
Sottotitolo La lotta del Giappone, il nucleare oltre gli stereotipi
Introduzione Piergiorgio Pescali
Pagine 344
Pubblicazione 14 giugno 2021
ISBN 978-88-944492-5-9
Collana Saggistica, Sképsis

Informazioni su Piergiorgio Pescali

Piergiorgio Pescali è un ricercatore scientifico e giornalista. Il suo lavoro lo porta a viaggiare per il mondo portandolo a collaborare con radio, riviste, quotidiani e network radiotelevisivi in Europa e in Asia tra cui Radio Rai, Radio24, Radio Vaticana, Il Manifesto, Avvenire, Missioni Consolata e blog scientifici, di viaggio e cultura. Sudest Asiatico, penisola coreana e Giappone sono le zone geografiche che frequenta con più assiduità, anche se non disdegna il Medio Oriente e il Sudtirolo. In Cambogia, nel corso degli anni Novanta tesse rapporti sempre più frequenti con i Khmer Rossi, riuscendo a incontrare e intervistare i massimi dirigenti del movimento, incluso Pol Pot. È in Birmania nel 1988 quando Aung San Suu Kyi entra in politica facendole la prima di una lunga serie di interviste che si protraggono ancora oggi. Dal 1996 è regolare visitatore della Corea del Nord testimoniandone i drastici e veloci cambiamenti che stanno delineando lo sviluppo sociale, politico ed economico della nazione asiatica. Ha incontrato più volte Kim Jong Un e Kim Yo Jong e non ha mai creduto alla possibilità di una guerra nucleare e tanto meno alla Terza guerra mondiale. Per lavoro ha visitato centrali nucleari in tutto il mondo comprese quelle di Fukushima e Chernobyl. Nel suo girovagare ha perso o si è fatto rubare diversi passaporti, si è fatto espellere dal Myanmar della giunta militare, ed è stato imprigionato in Cambogia e (ingiustamente) in Finlandia. In Italia ha pubblicato Indocina (Emil, 2010), Il Custode di Terra Santa – un colloquio con padre Pierbattista Pizzaballa (Add, 2013), S-21, nella prigione di Pol Pot (La Ponga, 2015), La nuova Corea del Nord - Come Kim Jong Un sta cambiando il Paese (Castelvecchi, 2019), Versi d’amore e di scienza (Bertoni, 2020), Cappuccino bollente senza schiuma – Un italiano e una giapponese a zonzo negli Stati Uniti (Porto Seguro, 2021). È inoltre coautore di libri sul Myanmar, Giappone, Corea del Nord, Cambogia.

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