“Verificare di essere umani” – Selenia Anastasi Recensione su Mangialibri di Mauro Maraschi

Articolo di: 

Una delle prime occorrenze del termine Transumanesimo risale al 1957 (Julian Huxley); eppure oggi il concetto non è ancora di pubblico dominio: laddove se ne parla prevalgono le osservazioni sulle sue derive negative e chi ne sente parlare per la prima volta ne ascrive fatti e idee all’immaginario della fantascienza o del complottismo. Per larghe linee, il Transumanesimo è “un movimento culturale che promuove il ruolo della ricerca scientifica e tecnologica nel miglioramento e nel prolungamento della vita umana, nonché nel potenziamento cerebrale e sociale”. Negli ultimi anni il termine viene sempre più spesso associato al desiderio di alcuni imprenditori multimiliardari di rendersi immortali attraverso gli ultimi sviluppi della tecnologia (spesso si tratta dei proprietari dei colossi del digitale, come Larry Page e Sergey Brin, fondatori di Google). E più recentemente, il successo di Homo Deus. Breve storia del futuro, scritto dallo storico israeliano Yuval Noah Harari, ha portato alla conoscenza del grande pubblico alcune delle strade che l’uomo potrebbe intraprendere o ha già intrapreso. Ma è arrivato il momento di capire di cosa parliamo quando parliamo di transumanesimo e di accettarne le varianti moderate e inevitabili, e Verificare di essere umani è un ottimo modo per cominciare…

Verificare di essere umani è un saggio denso, scorrevole e irrobustito da una chiara intelligenza argomentativa. L’autrice fornisce il panorama più vasto possibile sul tema mediante un piglio logico-matematico che lascia al lettore la libertà di combinare da sé le numerose prospettive menzionate. Attraverso una folta e variegata bibliografia, Anastasi ci spiega che la cyborghizzazione è già iniziata, da un lato con l’utilizzo di protesi più o meno complesse, dall’altro con il rapporto instaurato con smartphone e laptop: “Tutti, per esempio, possediamo una qualche forma di terminale informatico portatile. […] Per noi i terminali sono già un secondo cervello”. Inoltre, secondo Anastasi, se si considera che “l’animale uomo non ha mai vissuto in una natura immodificata” e che “la storia della tecnica [è] una storia dell’espansione delle funzionalità del corpo umano”, si può dire che l’uomo iper-connesso “rappresenta un vero e proprio nuovo stadio evolutivo della specie, corrispondente a una graduale e sempre più profonda compenetrazione tra il Sapiens e i suoi prodotti meccanici”. È quindi inevitabile che questa compenetrazione sovraumana abbia consolidato l’antica ambizione dell’uomo all’immortalità, oggi motivata dalla conquista delle tecnologie per conseguirla. Oggi, sostenere che “non bisogna temere la morte perché sicuramente un’equipe di scienziati, da qualche parte nel mondo, sta lavorando per far sì che essa possa essere sconfitta, non può più essere considerata un’eresia o il trascurabile delirio di un pazzo”. Bisogna piuttosto chiedersi fino a quando potremo dirci ancora umani. Inoltre, nel corso di questa trasformazione, entrano in gioco nuove questioni morali, riguardanti soprattutto un’equa distribuzione dei vantaggi, ed è questo il motivo per cui transumanesimo e postumanesimo si candidano a essere alcuni dei temi più caldi negli anni a venire. Anche in tal senso Verificare di essere umani è un ottimo intervento nel dibattito, perché riesce ad affrontare il transumanesimo per quello che è, al di là della possibilità che qualcuno ne faccia una vera e propria religione, o di qualsiasi altra applicazione di dubbia natura. Lessico e riferimenti bibliografici sono di derivazione filosofica o tecnica, e prevale un approccio transdisciplinare che attinge da filosofia della mente, antropologia culturale, biologia, studi sull’intelligenza artificiale e bioetica; sono presenti anche alcune parsimoniose citazioni mitologiche, letterarie o cinematografiche, come quando per comprendere la figura del robot si parte dagli archetipi degli automi di Efesto o dei golem ebraici per arrivare a Mary Shelley e a Karel Čapek, e poi oltre, fino a Terminator o a Robocop; ma va chiarito che il volume riesce a risultare accessibile senza dover cedere ad ammiccamenti pop, caratteristica non comune di questi tempi.

Leggi l’articolo:

-Mangialibri

Intervista Lekton su “Globus Magazine”

Intervista a Emanuela Calì, editore della Lekton Edizioni, e a Simone Belvedere, scrittore di “Mens Extensa”.

Di Francesca Aversa

P1040664_edited

Siamo all’Etnabook ad esporre intanto la nostra prima collana che abbiamo presentato durante la prima edizione del festival, in particolare parliamo di “Mens Extensa” di Simone Belvedere e diVerificare di essere umanidi Selenia Anastasi. In questa collana stiamo indagando il rapporto uomo/tecnologia sotto vari punti di vista infatti parliamo di saggistica, sia di filosofia della mente che di sociologia della cultura e fra pochissimo un anello sarà dedicato alla psicologia.

Un tema che avrà attirato particolare attenzione anche nel mondo universitario.
Certamente, entrambi i due anelli sono corredati da una prefazione scritta da docenti universitari dell’Università di Catania: Marco Mazzone e Alberto Giovanni Biuso.”

Come ha vissuto l’editoria la situazione covid19 e che soluzioni avete adottato in seguito?
Come tutti gli ambiti anche quello dell’editoria ha subito una forte battuta di arresto dovuta al covid però non ci si perde d’animo, credo che la soluzione stia proprio nella tenacia.

Di cosa tratta “Mens Extensa”?
” ‘Mens Extensa è un saggio dedicato al rapporto dell’anima con il corpo e con il tempo è divenuto il rapporto tra hardware e software, un dualismo che divide l’uomo ieri come oggi.

L’uomo è cambiato attraverso la tecnologia? Come vedi il rapporto tra i due aspetti?
Vedo il rapporto dell’uomo con la tecnologia in dislivello: una facoltà in anticipo sull’altra e quella che arranca dietro è quella umana. Tutto ormai passa attraverso i social o deve avere una manifestazione social. Più che social si valorizzano i valori antisociali. Nonostante questo nei momenti critici come quelli del lockdown, un social network può tornare utile magari a sopperire alla lontananza.

Leggi l’articolo completo

Presentazione Il cratere Dostoevskij di Raffaele Montesano – Etnabook – Festival Internazionale del Libro

📌 25 Settembre, ore 11:00 | Palazzo della Cultura | Auditorium Concetto Marchesi, Catania
Incontro con Raffaele Montesano, 𝘐𝘭 𝘤𝘳𝘢𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘋𝘰𝘴𝘵𝘰𝘦𝘷𝘴𝘬𝘪𝘫 (Lekton Edizioni). Interviene l’editore Emanuela Anna Calì. Modera Simone Belvedere.
𝐈𝐍𝐆𝐑𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐆𝐑𝐀𝐓𝐔𝐈𝐓𝐎
Per poter partecipare agli incontri è indispensabile prenotarsi all’evento all’indirizzo email etnabooklab@gmail.com
*
“Il cratere Dostoevskij” è una vera e propria ode all’amore per la Letteratura, intonata attraverso una ritmica sapientemente calcolata a scandire i racconti che l’autore ha inanellato in questa raccolta, racconti che mettono la corporeità al centro della scena, una corporeità che denuncia con «vibrazione e disperazione» le metamorfosi a cui l’esistenza umana spesso va incontro.
*
“Il cratere Dostoevskij” inaugura la collana di narrativa Rapsodie Frattali dedicata alla forma-racconto, forma che meglio si presta a delineare la nostra quotidianità, quel dedalo intricato costellato di volti, necessità e desideri che ci si trova spesso a percorrere a perdifiato sprovvisti del filo di Arianna e del tutto ignari del Minotauro. In tal senso, la collana è una sfida al labirinto, una via di fuga tramite il volo pindarico della creatività; è la trasmissione di porzioni di realtà che possano delineare nuovi possibili percorsi da esplorare.

Premio Letterario sezione Booktrailer Etnabook – Festival Internazionale del Libro

Primo premio al miglior Booktrailer
Il cratere Dostoevskij-Raffaele Montesano

Siamo fieri di annunciare che la Lekton si è aggiudicata il I Premio Letterario per la sezione Booktrailer con Il cratere Dostoevskij di Raffaele Montesano. Regia di Giovanni Botticella e Raffaele Montesano, Valeria Passiatore al montaggio e Filippo Modugno attore.
Ringraziamo la giuria del concorso Booktrailer dell’ Etnabook – Festival Internazionale del Libro, per questo riconoscimento.
Vogliamo ringraziare, inoltre, l’organizzatore del Festival Cirino Cristaldi e tutto lo staff, insieme a tutti i presenti e non, che ci sostengono sempre.

Rivedi il BookTrailer:

Ritmo binario

“Mens Extensa” – Simone Belvedere – Recensione su Mangialibri di Mauro Maraschi

 

Mens extensa
Articolo di: 

Il rapporto mente-corpo è uno dei temi più antichi della filosofia, presente già in Platone ma affrontato per la prima volta con un approccio esperienziale da Descartes, il quale considerava materia tutto ciò che poteva essere spiegato attraverso leggi meccaniche, e quindi anche il corpo, e a questa res extensa contrapponeva la res cogitans, costituita da mente e linguaggio. Da Descartes in poi, la filosofia si è sempre confrontata con questo dualismo, dando vita a numerose posizioni in contrasto tra loro o a quella archetipica: dal materialismo di Hobbes all’antimetafisica di Locke, dall’immaterialismo di Berkeley allo
scetticismo moderato di Hume, per arrivare a Kant, Hegel e così via.
Poi, a metà dell’Ottocento, il discorso filosofico ha cominciato a essere influenzato da quello sientifico, mentre agli inizi del XIX secolo è subentrato lo psicologismo, dalla psicanalisi di Freud all’antipsicologismo di Husserl, fino alle teorie computazionali che si
sono sviluppate parallelamente alle scienze cognitive e hanno spostato l’attenzione verso il comportamento osservabile e la sua misurazione.
Così, “negli ultimi sessant’anni, il dualismo mente-corpo […] è stato messo in forse da modelli che lo rifiutano, adottando concetti applicabili ugualmente a fenomeni biologici, alla vita mentale e ai fenomeni culturali”. Nel frattempo siamo entrati nell’era del dislivello prometeico: da un lato, l’uomo ha creato nuovi elementi chimici (rendendosi “simile
a Dio”) e ha conquistato, tramite di essi, il potere di autodistruggersi; al contempo, l’uomo è diventato antiquato rispetto agli artefatti e alle tecnologie da lui stesso prodotti, “che a guisa di protesi, potenziano le prestazioni cognitive delle nostre menti, rendendo gli ambienti in cui viviamo degli spazi intelligenti” e preparando il terreno per l’avvento dell’uomo-ibrido, il cyborg…

Mens Extensa nasce come tesi di laurea ma tradisce appena questa sua natura originaria grazie a una riuscita combinazione di esattezza, densità e pulizia formale. Nel primo dei tre capitoli Belvedere ripercorre la storia della filosofia con notevole chiarezza, rendendone accessibili tutti i passaggi tramite un sobrio approccio divulgativo ma senza mai cedere alla semplificazione. Quindi, dopo averci ricordato che “l’Homo Sapiens” è l’unico animale che basi il proprio adattamento ambientale […] sulla modificazione dell’ambiente stesso”, Belvedere ci racconta i miglioramenti degli ultimi quarant’anni, dall’affermarsi della Vita Artificiale, la “disciplina scientifica che studia i sistemi viventi
evitando dissezioni e analisi tipiche della biologia”, ai successi della robotica, attraverso protesi “che possono migliorare notevolmente la qualità della vita umana”; ma scopriamo anche che “la nostra illimitata libertà prometeica di creare sempre nuovi artefatti tecnologici” ci ha resi antiquati e potrebbe essere, nel lungo termine, la “causa del nostro annientamento”. Per spiegare queste ipotesi, nel terzo e ultimo capitolo Belvedere ripropone il pensiero del filosofo Günther Anders (1902-1992) e analizza i contenuti del suo L’uomo è antiquato (1956), nel quale viene spiegato il valore simbolico della creazione
della bomba atomica, “un artefatto che ha messo per la prima volta l’umanità nella condizione di poter produrre la propria distruzione”, e di poter quindi immaginare un mondo senza uomini. Mens Extensa si spinge cronologicamente ben oltre il lavoro di Anders, fino ai giorni nostri e alle ripercussioni psicologiche di artefatti cognitivi come internet o il computer, e si ferma prima di esplorare le ripercussioni future delle realtà analizzate, mettendosi così in dialogo con la seconda uscita di Lekton, Verificare di essere umani di Selenia Anastasi, tomo dedicato al transumanesimo. Al contempo, Mens Extensa risulta tanto conchiuso quanto propedeutico all’immersione in volumi come Superintelligenza (Bollati Boringhieri, 2018) di Bostrom o La guerra delle intelligenze (EDT, 2018) di Alexandre, nonché una lettura necessaria per comprendere il modo in cui sta cambiando la nostra percezione del mondo e di noi stessi.

Leggi l’articolo:

-Mangialibri

Presentazione Il cratere Dostoevskij di Raffaele Montesano – Eventi in Puglia

Appuntamenti:

📍 Appuntamento venerdì 4 settembre alle ore 19.00 – Piazzetta adiacente Santo Stefano Piccolo, Putignano.

Paolo Contini dialoga con l’autore.

📍 Appuntamento domenica 6 settembre alle ore 18.00 – Scuola Statale Plesso Marconi via del Faro 6, Bari

L’evento è organizzato in collaborazione con l’APS Genitori Marconi e Libreria 101.

📍 Appuntamento lunedì 7 settembre alle ore 19.00 – Piazza Piano della Croce 9, Foggia.

L’evento è organizzato in collaborazione con Libreria Velasquez e Lazy Cat.

📍 Appuntamento martedì 8 settembre alle ore 15.00 – Diretta streaming Instagram Libreria 101.

L’evento è organizzato in collaborazione con Libreria 101.

📍 Appuntamento mercoledì 9 settembre alle ore 18.00 – Largo Teatro 6, Bitonto.

L’evento è organizzato in collaborazione con Libreria del Teatro.

 
Il cratere Dostoevskij è una vera e propria ode all’amore per la Letteratura, intonata attraverso una ritmica sapientemente calcolata a scandire i racconti che l’autore ha inanellato in questa raccolta, racconti che mettono la corporeità al centro della scena, una corporeità che denuncia con «vibrazione e disperazione» le metamorfosi a cui l’esistenza umana spesso va incontro.
Il cratere Dostoevskij inaugura la collana di narrativa Rapsodie Frattali dedicata alla forma-racconto, forma che meglio si presta a delineare la nostra quotidianità, quel dedalo intricato costellato di volti, necessità e desideri che ci si trova spesso a percorrere a perdifiato sprovvisti del filo di Arianna e del tutto ignari del Minotauro. In tal senso, la collana è una sfida al labirinto, una via di fuga tramite il volo pindarico della creatività; è la trasmissione di porzioni di realtà che possano delineare nuovi possibili percorsi da esplorare.
 
Eventi:

Il sogno comune (e realizzato) di Emanuela, Milena e Simone: una nuova casa editrice

27/03/2020 – 18:33

di Omar Gelsomino

I tre giovani catanesi hanno dato vita a Lekton Edizioni, una casa editrice indipendente che ha la mission di abbracciare la saggistica, la narrativa e la graphic novel

 
 
 
 
 
 

La passione per la letteratura e la continua ricerca interdisciplinare accomunano tre giovani catanesi, Emanuela Anna Calì, Simone Belvedere e Milena Belvedere.  Da un comune percorso universitario umanistico è nata la Lekton Edizioni, una casa editrice indipendente, con la mission di abbracciare la saggistica, la narrativa e la graphic novel puntando su scrittori emergenti e non. Emanuela Calì ci spiega questa nuova realtà culturale. «L’editoria è cultura. È un mondo ricco di sfumature che permette ai lettori di scoprire nuove realtà. È un mondo competitivo, sempre proiettato al futuro, alla novità o al genere che andrà in voga. La ricerca costante rende questo settore stimolante e mai sterile».

Com’è nata Lekton Edizioni?

«Da un sogno che abbiamo coltivato per anni. I pilastri della casa editrice sono tre: io in qualità di editore, Simone Belvedere che si occupa dell’aspetto redazionale e Milena Belvedere social media manager e creazione eventi. Consideriamo la Lekton una famiglia perché sono diverse le persone che vi collaborano e che, con le proprie idee e passioni, hanno reso la nostra una realtà multisfaccettata».

Una casa editrice indipendente a quali valori si ispira?

«Ogni casa editrice indipendente ha un’anima e un progetto che la rendono unica. A cambiare sarà la linea editoriale che ogni casa editrice sceglie divenendo così cifra distintiva».

Quali collane avete?

«Al momento stiamo curando due collane. Sképsis è stata la nostra prima collana di saggi e approfondisce il rapporto uomo-tecnologia attraverso diverse discipline. Ha riscosso successo in ambito accademico. Invece, in Rapsodie Frattali abbiamo voluto collocare raccolte di racconti capaci di fornire lo slancio indispensabile ad affrancarsi da una visione piatta e monotona del vivere. In cantiere una terza collana dedicata all’incontro tra saggistica letteraria e ricerca storica».

Pochi lettori e tanti scrittori, perché?

«Il libro, spesso, è considerato un prodotto generico, piuttosto che culturale. Una differenza enorme che fa pendere l’ago della bilancia verso la produzione di massa, invece che verso diffusione ed educazione alla lettura».

Quali caratteristiche deve possedere un manoscritto per interessarti?

«Trasmettere passione ed essere originale. Siamo, innanzitutto, dei lettori quindi cerchiamo in un manoscritto qualcosa di coinvolgente. Ogni autore ha uno stile personale e questo rende già l’opera accattivante, ma ciò che accomuna i manoscritti scelti, e che sceglieremo, è l’uso attento delle parole e la trasmissione delle idee che esse veicolano, in quanto è solo grazie alla magia delle parole che storie e percorsi inesplorati possono venire alla luce».

Che ruolo per saloni del libro e fiere?

«Eventi unici in cui editori, autori e lettori si incontrano, confrontano e condividono idee. Il rapporto diretto con il pubblico permette di capirne gusti e inclinazioni».

Cartaceo o e-book?

«Alla Lekton preferiamo il cartaceo, adoriamo poter sfogliare un libro e sentirne il profumo. Ma ci rendiamo conto che l’e-book è fondamentale per lo sviluppo dell’editoria: è comodo per chi viaggia, per chi ha poco spazio in casa. L’importante è leggere».

Quali sono le sfide del futuro?

«Abbiamo diversi progetti in cantiere: dalla nuova collana che inaugureremo in autunno, alle prossime uscite. Inoltre, stiamo organizzando un convegno con l’Università degli studi di Catania sul tema uomo-tecnologie».

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

 
 
 

Un anno di Lekton Edizioni