Intervista Lekton su “Globus Magazine”

Intervista a Emanuela Calì, editore della Lekton Edizioni, e a Simone Belvedere, scrittore di “Mens Extensa”.

Di Francesca Aversa

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Siamo all’Etnabook ad esporre intanto la nostra prima collana che abbiamo presentato durante la prima edizione del festival, in particolare parliamo di “Mens Extensa” di Simone Belvedere e diVerificare di essere umanidi Selenia Anastasi. In questa collana stiamo indagando il rapporto uomo/tecnologia sotto vari punti di vista infatti parliamo di saggistica, sia di filosofia della mente che di sociologia della cultura e fra pochissimo un anello sarà dedicato alla psicologia.

Un tema che avrà attirato particolare attenzione anche nel mondo universitario.
Certamente, entrambi i due anelli sono corredati da una prefazione scritta da docenti universitari dell’Università di Catania: Marco Mazzone e Alberto Giovanni Biuso.”

Come ha vissuto l’editoria la situazione covid19 e che soluzioni avete adottato in seguito?
Come tutti gli ambiti anche quello dell’editoria ha subito una forte battuta di arresto dovuta al covid però non ci si perde d’animo, credo che la soluzione stia proprio nella tenacia.

Di cosa tratta “Mens Extensa”?
” ‘Mens Extensa è un saggio dedicato al rapporto dell’anima con il corpo e con il tempo è divenuto il rapporto tra hardware e software, un dualismo che divide l’uomo ieri come oggi.

L’uomo è cambiato attraverso la tecnologia? Come vedi il rapporto tra i due aspetti?
Vedo il rapporto dell’uomo con la tecnologia in dislivello: una facoltà in anticipo sull’altra e quella che arranca dietro è quella umana. Tutto ormai passa attraverso i social o deve avere una manifestazione social. Più che social si valorizzano i valori antisociali. Nonostante questo nei momenti critici come quelli del lockdown, un social network può tornare utile magari a sopperire alla lontananza.

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Presentazione Il cratere Dostoevskij di Raffaele Montesano – Etnabook – Festival Internazionale del Libro

📌 25 Settembre, ore 11:00 | Palazzo della Cultura | Auditorium Concetto Marchesi, Catania
Incontro con Raffaele Montesano, 𝘐𝘭 𝘤𝘳𝘢𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘋𝘰𝘴𝘵𝘰𝘦𝘷𝘴𝘬𝘪𝘫 (Lekton Edizioni). Interviene l’editore Emanuela Anna Calì. Modera Simone Belvedere.
𝐈𝐍𝐆𝐑𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐆𝐑𝐀𝐓𝐔𝐈𝐓𝐎
Per poter partecipare agli incontri è indispensabile prenotarsi all’evento all’indirizzo email etnabooklab@gmail.com
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“Il cratere Dostoevskij” è una vera e propria ode all’amore per la Letteratura, intonata attraverso una ritmica sapientemente calcolata a scandire i racconti che l’autore ha inanellato in questa raccolta, racconti che mettono la corporeità al centro della scena, una corporeità che denuncia con «vibrazione e disperazione» le metamorfosi a cui l’esistenza umana spesso va incontro.
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“Il cratere Dostoevskij” inaugura la collana di narrativa Rapsodie Frattali dedicata alla forma-racconto, forma che meglio si presta a delineare la nostra quotidianità, quel dedalo intricato costellato di volti, necessità e desideri che ci si trova spesso a percorrere a perdifiato sprovvisti del filo di Arianna e del tutto ignari del Minotauro. In tal senso, la collana è una sfida al labirinto, una via di fuga tramite il volo pindarico della creatività; è la trasmissione di porzioni di realtà che possano delineare nuovi possibili percorsi da esplorare.

Premio Letterario sezione Booktrailer Etnabook – Festival Internazionale del Libro

Primo premio al miglior Booktrailer
Il cratere Dostoevskij-Raffaele Montesano

Siamo fieri di annunciare che la Lekton si è aggiudicata il I Premio Letterario per la sezione Booktrailer con Il cratere Dostoevskij di Raffaele Montesano. Regia di Giovanni Botticella e Raffaele Montesano, Valeria Passiatore al montaggio e Filippo Modugno attore.
Ringraziamo la giuria del concorso Booktrailer dell’ Etnabook – Festival Internazionale del Libro, per questo riconoscimento.
Vogliamo ringraziare, inoltre, l’organizzatore del Festival Cirino Cristaldi e tutto lo staff, insieme a tutti i presenti e non, che ci sostengono sempre.

Rivedi il BookTrailer:

Ritmo binario

“Mens Extensa” – Simone Belvedere – Recensione su Mangialibri di Mauro Maraschi

 

Mens extensa
Articolo di: 

Il rapporto mente-corpo è uno dei temi più antichi della filosofia, presente già in Platone ma affrontato per la prima volta con un approccio esperienziale da Descartes, il quale considerava materia tutto ciò che poteva essere spiegato attraverso leggi meccaniche, e quindi anche il corpo, e a questa res extensa contrapponeva la res cogitans, costituita da mente e linguaggio. Da Descartes in poi, la filosofia si è sempre confrontata con questo dualismo, dando vita a numerose posizioni in contrasto tra loro o a quella archetipica: dal materialismo di Hobbes all’antimetafisica di Locke, dall’immaterialismo di Berkeley allo
scetticismo moderato di Hume, per arrivare a Kant, Hegel e così via.
Poi, a metà dell’Ottocento, il discorso filosofico ha cominciato a essere influenzato da quello sientifico, mentre agli inizi del XIX secolo è subentrato lo psicologismo, dalla psicanalisi di Freud all’antipsicologismo di Husserl, fino alle teorie computazionali che si
sono sviluppate parallelamente alle scienze cognitive e hanno spostato l’attenzione verso il comportamento osservabile e la sua misurazione.
Così, “negli ultimi sessant’anni, il dualismo mente-corpo […] è stato messo in forse da modelli che lo rifiutano, adottando concetti applicabili ugualmente a fenomeni biologici, alla vita mentale e ai fenomeni culturali”. Nel frattempo siamo entrati nell’era del dislivello prometeico: da un lato, l’uomo ha creato nuovi elementi chimici (rendendosi “simile
a Dio”) e ha conquistato, tramite di essi, il potere di autodistruggersi; al contempo, l’uomo è diventato antiquato rispetto agli artefatti e alle tecnologie da lui stesso prodotti, “che a guisa di protesi, potenziano le prestazioni cognitive delle nostre menti, rendendo gli ambienti in cui viviamo degli spazi intelligenti” e preparando il terreno per l’avvento dell’uomo-ibrido, il cyborg…

Mens Extensa nasce come tesi di laurea ma tradisce appena questa sua natura originaria grazie a una riuscita combinazione di esattezza, densità e pulizia formale. Nel primo dei tre capitoli Belvedere ripercorre la storia della filosofia con notevole chiarezza, rendendone accessibili tutti i passaggi tramite un sobrio approccio divulgativo ma senza mai cedere alla semplificazione. Quindi, dopo averci ricordato che “l’Homo Sapiens” è l’unico animale che basi il proprio adattamento ambientale […] sulla modificazione dell’ambiente stesso”, Belvedere ci racconta i miglioramenti degli ultimi quarant’anni, dall’affermarsi della Vita Artificiale, la “disciplina scientifica che studia i sistemi viventi
evitando dissezioni e analisi tipiche della biologia”, ai successi della robotica, attraverso protesi “che possono migliorare notevolmente la qualità della vita umana”; ma scopriamo anche che “la nostra illimitata libertà prometeica di creare sempre nuovi artefatti tecnologici” ci ha resi antiquati e potrebbe essere, nel lungo termine, la “causa del nostro annientamento”. Per spiegare queste ipotesi, nel terzo e ultimo capitolo Belvedere ripropone il pensiero del filosofo Günther Anders (1902-1992) e analizza i contenuti del suo L’uomo è antiquato (1956), nel quale viene spiegato il valore simbolico della creazione
della bomba atomica, “un artefatto che ha messo per la prima volta l’umanità nella condizione di poter produrre la propria distruzione”, e di poter quindi immaginare un mondo senza uomini. Mens Extensa si spinge cronologicamente ben oltre il lavoro di Anders, fino ai giorni nostri e alle ripercussioni psicologiche di artefatti cognitivi come internet o il computer, e si ferma prima di esplorare le ripercussioni future delle realtà analizzate, mettendosi così in dialogo con la seconda uscita di Lekton, Verificare di essere umani di Selenia Anastasi, tomo dedicato al transumanesimo. Al contempo, Mens Extensa risulta tanto conchiuso quanto propedeutico all’immersione in volumi come Superintelligenza (Bollati Boringhieri, 2018) di Bostrom o La guerra delle intelligenze (EDT, 2018) di Alexandre, nonché una lettura necessaria per comprendere il modo in cui sta cambiando la nostra percezione del mondo e di noi stessi.

Leggi l’articolo:

-Mangialibri

Presentazione Il cratere Dostoevskij di Raffaele Montesano – Eventi in Puglia

Appuntamenti:

📍 Appuntamento venerdì 4 settembre alle ore 19.00 – Piazzetta adiacente Santo Stefano Piccolo, Putignano.

Paolo Contini dialoga con l’autore.

📍 Appuntamento domenica 6 settembre alle ore 18.00 – Scuola Statale Plesso Marconi via del Faro 6, Bari

L’evento è organizzato in collaborazione con l’APS Genitori Marconi e Libreria 101.

📍 Appuntamento lunedì 7 settembre alle ore 19.00 – Piazza Piano della Croce 9, Foggia.

L’evento è organizzato in collaborazione con Libreria Velasquez e Lazy Cat.

📍 Appuntamento martedì 8 settembre alle ore 15.00 – Diretta streaming Instagram Libreria 101.

L’evento è organizzato in collaborazione con Libreria 101.

📍 Appuntamento mercoledì 9 settembre alle ore 18.00 – Largo Teatro 6, Bitonto.

L’evento è organizzato in collaborazione con Libreria del Teatro.

 
Il cratere Dostoevskij è una vera e propria ode all’amore per la Letteratura, intonata attraverso una ritmica sapientemente calcolata a scandire i racconti che l’autore ha inanellato in questa raccolta, racconti che mettono la corporeità al centro della scena, una corporeità che denuncia con «vibrazione e disperazione» le metamorfosi a cui l’esistenza umana spesso va incontro.
Il cratere Dostoevskij inaugura la collana di narrativa Rapsodie Frattali dedicata alla forma-racconto, forma che meglio si presta a delineare la nostra quotidianità, quel dedalo intricato costellato di volti, necessità e desideri che ci si trova spesso a percorrere a perdifiato sprovvisti del filo di Arianna e del tutto ignari del Minotauro. In tal senso, la collana è una sfida al labirinto, una via di fuga tramite il volo pindarico della creatività; è la trasmissione di porzioni di realtà che possano delineare nuovi possibili percorsi da esplorare.
 
Eventi:

Il sogno comune (e realizzato) di Emanuela, Milena e Simone: una nuova casa editrice

27/03/2020 – 18:33

di Omar Gelsomino

I tre giovani catanesi hanno dato vita a Lekton Edizioni, una casa editrice indipendente che ha la mission di abbracciare la saggistica, la narrativa e la graphic novel

 
 
 
 
 
 

La passione per la letteratura e la continua ricerca interdisciplinare accomunano tre giovani catanesi, Emanuela Anna Calì, Simone Belvedere e Milena Belvedere.  Da un comune percorso universitario umanistico è nata la Lekton Edizioni, una casa editrice indipendente, con la mission di abbracciare la saggistica, la narrativa e la graphic novel puntando su scrittori emergenti e non. Emanuela Calì ci spiega questa nuova realtà culturale. «L’editoria è cultura. È un mondo ricco di sfumature che permette ai lettori di scoprire nuove realtà. È un mondo competitivo, sempre proiettato al futuro, alla novità o al genere che andrà in voga. La ricerca costante rende questo settore stimolante e mai sterile».

Com’è nata Lekton Edizioni?

«Da un sogno che abbiamo coltivato per anni. I pilastri della casa editrice sono tre: io in qualità di editore, Simone Belvedere che si occupa dell’aspetto redazionale e Milena Belvedere social media manager e creazione eventi. Consideriamo la Lekton una famiglia perché sono diverse le persone che vi collaborano e che, con le proprie idee e passioni, hanno reso la nostra una realtà multisfaccettata».

Una casa editrice indipendente a quali valori si ispira?

«Ogni casa editrice indipendente ha un’anima e un progetto che la rendono unica. A cambiare sarà la linea editoriale che ogni casa editrice sceglie divenendo così cifra distintiva».

Quali collane avete?

«Al momento stiamo curando due collane. Sképsis è stata la nostra prima collana di saggi e approfondisce il rapporto uomo-tecnologia attraverso diverse discipline. Ha riscosso successo in ambito accademico. Invece, in Rapsodie Frattali abbiamo voluto collocare raccolte di racconti capaci di fornire lo slancio indispensabile ad affrancarsi da una visione piatta e monotona del vivere. In cantiere una terza collana dedicata all’incontro tra saggistica letteraria e ricerca storica».

Pochi lettori e tanti scrittori, perché?

«Il libro, spesso, è considerato un prodotto generico, piuttosto che culturale. Una differenza enorme che fa pendere l’ago della bilancia verso la produzione di massa, invece che verso diffusione ed educazione alla lettura».

Quali caratteristiche deve possedere un manoscritto per interessarti?

«Trasmettere passione ed essere originale. Siamo, innanzitutto, dei lettori quindi cerchiamo in un manoscritto qualcosa di coinvolgente. Ogni autore ha uno stile personale e questo rende già l’opera accattivante, ma ciò che accomuna i manoscritti scelti, e che sceglieremo, è l’uso attento delle parole e la trasmissione delle idee che esse veicolano, in quanto è solo grazie alla magia delle parole che storie e percorsi inesplorati possono venire alla luce».

Che ruolo per saloni del libro e fiere?

«Eventi unici in cui editori, autori e lettori si incontrano, confrontano e condividono idee. Il rapporto diretto con il pubblico permette di capirne gusti e inclinazioni».

Cartaceo o e-book?

«Alla Lekton preferiamo il cartaceo, adoriamo poter sfogliare un libro e sentirne il profumo. Ma ci rendiamo conto che l’e-book è fondamentale per lo sviluppo dell’editoria: è comodo per chi viaggia, per chi ha poco spazio in casa. L’importante è leggere».

Quali sono le sfide del futuro?

«Abbiamo diversi progetti in cantiere: dalla nuova collana che inaugureremo in autunno, alle prossime uscite. Inoltre, stiamo organizzando un convegno con l’Università degli studi di Catania sul tema uomo-tecnologie».

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Un anno di Lekton Edizioni

Lekton Edizioni, indagare la natura incorporea delle parole

La magia delle parole, la loro natura incorporea, i meccanismi di formazione dei concetti: intorno a tutto questo ruota il lavoro della casa editrice Lekton Edizioni che ha inaugurato il progetto con due pubblicazioni, “Mens Exstensa” e “Verificare di essere umani”. Nasce come naturale proseguimento di un percorso di studi d’ambito umanistico e scientifico, e prende le mosse dalla passione per la letteratura e la costante ricerca interdisciplinare. Al centro di questa ricerca, l’uso attento delle parole: «le uniche ad avere il potere di creare vera conoscenza, capaci di tradurre in realtà le idee».

Come nasce Lekton Edizioni e perché la scelta di questo nome per identificare il vostro lavoro?
«La Lekton Edizioni è figlia di tre elementi fondamentali: la passione per la lettura, l’urgenza creativa e sicuramente gli studi affrontati. La famiglia della Lekton poggia su tre pilastri Emanuela, Simone e Milena tutti e tre ex studenti dell’Ateneo di Catania. Ci definiamo una famiglia perché con noi collaborano diverse persone, ma soprattutto perché la nostra visione di casa editrice indipendente è, appunto, quella di una famiglia accogliente, sempre pronta alle nuove contaminazioni, opinioni, proposte, per arricchire la “fame” di conoscenza e ricerca. Perché abbiamo scelto la parola Lekton? Il Lekton, «ciò che è detto», nella disciplina stoica è un’espressione linguistica corrispondente alla comprensione che noi abbiamo delle cose o dei fatti, e ci ha affascinati a tal punto che abbiamo deciso fosse il nome adatto per la nostra idea di casa editrice. Il Lekton indica la natura incorporea del significato delle parole, il significato puro, da non confondere con la parola significante. Il messaggio che volevamo mandare con la scelta di questo nome è appunto che attraverso un significante di qualità, la parola scritta, si possa arrivare alla trasmissione di un significato che trovi la sua migliore forma nel libro. Infatti, il nostro motto è “A ogni Lekton il suo libro, a ogni contenuto la sua forma”».

Cosa cercate in un autore da pubblicare? Quali caratteristiche o stile di scrittura?
«Creatività, curiosità, originalità: gli autori Lekton sono persone che vogliono mettersi in gioco e condividere le proprie idee, intuizioni, i propri sogni.
Ogni autore ha sicuramente uno stile di scrittura personale e unico ed è questo che rende ogni opera affascinante. Tuttavia c’è un elemento in comune tra i nostri autori già editi e quelli futuri: l’interesse per i meccanismi di formazione dei concetti attraverso l’uso attento delle parole, in quanto sono le parole ad avere il potere di creare vera conoscenza, le uniche capaci di tradurre in realtà le idee. Alla Lekton Edizioni crediamo nella magia delle parole, poiché è grazie alla magia delle parole che storie e percorsi inesplorati possono essere scorti, al confine tra realtà e creatività».

Cosa significa essere una casa editrice indipendente oggi e cosa significa esserlo in Sicilia? Quali difficoltà riscontrate?
«Il problema in editoria, come in qualsiasi altro settore, è sempre la burocrazia e questa è una difficoltà che riscontriamo lungo tutta la penisola. Poi, ovviamente, è inevitabile scontrarsi con le dinamiche territoriali. Fare cultura oggi non è facile, il settore risente ancora delle crisi socio-economiche che si susseguono e dell’instabilità conseguente, ma siamo convinti

che tenacia, passione e belle idee alla fine riusciranno sempre a emergere. Essere una casa editrice indipendente vuol dire avere un’identità ben definita che trovi carburante in una ferma volontà, accompagnata dalla possibilità di incontrare contesti culturali indipendenti diversi tra loro. Qui a Catania stiamo collaborando con varie realtà indipendenti su molteplici fronti, per realizzare eventi e arricchire il panorama culturale della città».

Esiste un autore, una citazione, un’immagine che ispira il vostro lavoro. Una guida o una musa ispiratrice?
«Se dovessimo scegliere un autore a cui ispirarci sicuramente il nostro pensiero andrebbe a Jules Verne per il coraggio e lo slancio immaginativo, a Edgar Allan Poe per i tremori e terrori che la parola sa evocare, a J.R.R Tolkien per i magnifici mondi che ha pensato, ad Aristotele per la limpidezza di pensiero. Ma rispondere a questa domanda con un lungo elenco ci pare insufficiente a descrivere ciò che anima la Lekton. La casa editrice è un grande contenitore in cui trovano posto il vissuto e l’esperienze di tre persone che pensano a questo progetto da molti anni, progetto che da giugno muove i suoi primi passi e che porta il nome Lekton Edizioni».

A giugno avete lanciato la collana Sképsis: quali sono o saranno le tematiche principali delle pubblicazioni? Qual è l’idea di base della collana?
«La collana Sképsis è stata presentata durante l’Etnabook – Festival Internazionale del libro. Cominciamo dal nome. Sképsis deriva, anch’essa, dal greco e significa «ricerca del vero». La collana si propone di trattare tematiche variegate, permettendole così di fare della multidisciplinarietà la propria cifra distintiva. Con Sképsis intendiamo tracciare un percorso corale che abbia come meta finale il ponte fra discipline umanistiche e scientifiche. La collana di saggi è costituita dai primi due anelli, già editi, e porta all’attenzione dei lettori l’importanza del rapporto dell’uomo con la tecnologia, argomento tra i più attuali e urgenti, e lo fa con la Filosofia, attraverso un percorso di ricerca originale che affonda le proprie radici nella storia del pensiero occidentale, per giungere alle teorie post e trans-umaniste più recenti, cariche di un bagaglio da traghettare nel futuro attraverso i nuovi linguaggi dell’era digitale. A breve, toccherà a nuovi autori il compito di prendere il testimone della ricerca che Sképsis rappresenta».

Prossimi progetti o pubblicazioni in programma?
«Rimanendo in tema di saggistica, a breve è in programma l’uscita del prossimo anello della collana Sképsis che si concentrerà sui social network. Parallelamente stiamo già lavorando alle prossime uscite, stavolta non si tratta di saggistica, ma narrativa; inoltre, stiamo realizzando, tra le tante cose, un podcast con una storia inedita e un po’ irriverente, perché a volte è piacevole prendere le cose meno sul serio. Non spoileriamo altro. La Lekton intanto si prepara ad affrontare il tour italiano di presentazioni che abbiamo inaugurato a Catania. Nel mese di dicembre saremo a Brindisi e Bari per presentare “Mens Extensa” di Simone Belvedere e “Verificare di essere umani” di Selenia Anastasi. A gennaio saremo a Padova, poi ci aspetta Bologna. La Lekton Edizioni è un progetto che nasce dopo tanti anni di sudato sacrificio e in essa abbiamo riversato tutte le nostre esperienze, speranze e ambizioni, per farne un luogo di espressione e apertura verso coloro che guardano alla letteratura nella sua forma più alta. Per rimane aggiornati su eventi e pubblicazioni future seguiteci su lektonedizioni.it o i nostri social».

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